Switch 2 e la Nintendo di questa epoca

Un altro Switch 2 non era possibile e a me va bene così com’è.

Il 18 aprile uscirà un nuovo disco rap di Neffa, che è uno dei padri della scuola italiana del genere. Neffa aveva smesso di fare dischi rap al giro del secolo, preferendo spostarsi su un pop più quieto. E invece adesso torna a fare un disco rap. È solo un esempio tra gli innumerevoli che si possono fare, quando si vuole ricordare un processo già visto: quello dei cicli che si alternano, senza mai scomparire del tutto. Quando ti sei messo alle spalle qualche decennio di esperienza in materia di videogiochi, come possono dire di aver fatto ormai in chissà quanti su questo pianeta, anche il panorama mostrato dall’ora di presentazione di Switch 2 da parte di Nintendo, è tutt’altro che sorprendente

Dentro c’è stato tutto quello che era Nintendo e che, a un certo punto, non è più stata. Dentro non c’era poi molto di quello che era dovuta diventare Nintendo, per non ritrovarsi schiacciata in un angolo, risucchiata nell’irrilevanza che aveva già consumato Sega prima di lei. 

Nintendo è stata quella coraggiosa del NES e quella incrementale del Super NES. Quella reazionaria del Game Boy, in piena ottemperanza alla filosofia di Gunpei Yokoi che vedeva nel riciclo di tecnologie obsolete il suo asso nella manica, poi quella rivoluzionaria del Nintendo 64. L’unica a credere che un controller con un piccolissimo joystick al centro avesse un senso. 

Nintendo è stata quella conservativa ma non troppo, ambiziosa ma non abbastanza, vogliosa ma con confusione, del GameCube. E poi pure quella che si inventa un altro campionato con Nintendo DS e Wii. Di nuovo sconclusionata e arruffata con Wii U e poi  pratica, concreta, senza grilli per la testa con Switch. Nintendo è stata quella che ti faceva pagare poco la console e tanto i giochi, poi quella che l’hardware non andava più venduto sotto costo e, intanto, i giochi te li mette a dieci o venti euro in meno rispetto alla concorrenza. 

Quella di Switch 2 è una Nintendo che ha nel suo corredo genetico tutto quanto appena detto, e non poteva essere altrimenti, ma che riparte da dove è arrivata con Switch: più intenta a spegnere gli incendi che ad appiccarli. Questo è valido per il 2025 e forse lo sarà ancora tra dieci anni, ma la strada verrà segnata sempre e comunque dalla posizione che riuscirà a ritagliarsi in un mercato che, peraltro, non è nemmeno troppo convinto di dove si debba cercare il prossimo filone d’oro. Guardate come è messo il progetto Xbox al suo primo quarto di secolo: oggi come oggi l’iniziativa più sensata che ha preso è stata mettere in discussione l’esistenza stessa di una console da gioco, mentre pare sbattere in maniera nervosa la pinna sulla barca di chi l’ha appena pescata. Ma forse sto esagerando.

La casella da cui parte Nintendo Switch 2 non ha pressoché nulla a che spartire con quella da cui si era mosso il suo ingombrantissimo predecessore. Quello venne assemblato per reagire a una situazione industrialmente drammatica, e ovviamente il riferimento è all’incomprensibile pasticcio di Wii U (una macchina concepita maluccio, ma gestita sicuramente molto peggio). Da lì, o finivi all’inferno o ricominciavi a salire. Ecco, diciamo che la salita di Switch è stata molto più veloce e gloriosa di quanto non fosse stato ipotizzato da tanti. Ma questo lascia Switch 2 con la complicatissima missione di convincere una parte sostanziosa dei centoquaranta milioni di possessori di Switch a fare il cambio d’armadio. Di spazio per crescere ne ha davvero poco e ad appesantirla ci sono le aspettative che si materializzano attorno a un grande successo. Forse anche queste aspettative hanno spinto Nintendo a fare le cose con estrema calma, con Switch 2. 

Questa volta Nintendo ha avuto tutto il tempo del mondo. La posizione che si è trovata nel mercato, da battitore libero, l’ha messa al riparo dai capricci degli altri (PlayStation e Xbox), mentre l’irrilevanza nei numeri del resto dell’offerta portatile, pure in grande crescita, le ha permesso di fare tutto con i tempi e i modi che ha preferito. Nessuna pressione, insomma. Tranne che poi arrivi a spegnere otto candeline sulla torta di Switch, una console che per ovvi motivi nasceva già con molti limiti tecnici, e la gente che vive di videogiochi non ne può più di aspettare e inizia a citofonarti tutti i giorni: dov’è ‘sta Switch 2? Come è fatta? Si può avere con la farina di kamut?

Da almeno un anno gira voce che il progetto Switch 2 fosse di fatto definito, chiuso e ceralaccato, ma che a Kyoto volessero aspettare di avere tutto pronto. Milioni di console assemblate, il software di sistema rifinito (ve lo ricordate, vero, che il 3DS era uscito senza lo shop digitale?) e pure qualche ampia manciata di videogiochi. Ora ci hanno messo di fronte a molto di quello che sarà Switch 2 e hanno piantato a terra i paletti a cui si aggrapperà nei suoi primi mesi di vita.

A me piace questa Switch 2 e parafrasando quel tizio al telefono, “io la voglio salvare”. Mi piace probabilmente più di quanto non avevo pensato, prima di vedere il Nintendo Direct, e di sicuro di più di quanto non possa piacere, in media, una nuova console a uno di quarantacinque anni (che segue i lanci delle nuove console da quello del Mega Drive nel 1990, infatti ho il colesterolo che va per conto suo ormai). In quanto appartenente a questo bel club di quelli che hanno già capito che non avranno mai una pensione, con un paio di lavori extra e un giovane giocatore in casa che tolgono tempo, forze e occasioni per stare davanti al televisore… una console portatile è per me significativamente più eccitante di una “stanziale”. Di recente mi sono messo in casa pure un Ally di Asus, per capitalizzare sull’account da “casta” di Steam. Ecco, se questa è la mia situazione, come potrei essere rimasto deluso da Switch 2?

Lo schermo è più grande, ma non è OLED. E questa cosa in effetti è pessima. Ma per fortuna non ne trovo tante altre di così deprimenti. La risoluzione a 1080p su un pannellino inferiore ai dieci pollici mi pare sensatissima, il fatto che in generale arriverà ai 4K sul televisore e che finalmente ci saranno HDR e 120 FPS, mi sembrano eccellenti passi in avanti. Non per la Storia del videogioco, ma per una console portatile. Perché non vorrei che continuassimo a raccontarci che Switch è una console ibrida, che è una console da casa che porti dove vuoi (lo dice anche Furukawa, il presidente di Nintendo, ma lui deve vendervela e quindi lo capisco). Questa volta la base con la ventola spinge un pochino più in su la massa muscolare di quello che, altrimenti, rimarrebbe un accrocchio di plastica con un’uscita HDMI e l’alimentazione. Ma Switch 2, come Switch, è una macchina da gioco che deve funzionare in maniera efficace e soddisfacente dentro i pochi centimetri di spazio che gli sono concessi. Non deve bollire come un tegame o spegnersi dopo mezz’ora come certe partite della Juve di questa era malefica.

Questa volta abbiamo pure scoperto che si può avere una chat vocale e video, vent’anni dopo a quando ci hanno iniziato a pensare gli altri. E però va bene così, c’è ed è sempre meglio del contrario. Non so mica se esistono nuove forme di chat e di interazione che dovrebbe essere concesse da un sistema da gioco, non mi pare di averne viste l’ultima volta che ho acceso PlayStation 5 e Xbox Series X. Quello che al momento non capisco, delle poche novità di Switch 2, è se quei Joy-Con 2 in modalità mouse debba utilizzarli sul… sul divano? E se gioco su una sedia da gaming? Dove li appoggio? Non siate stupidi, certo che non gioco su una sedia da gaming, sono sempre quello di 45 anni che apre l’articolo citando Neffa. Però dico: vogliono che questa cosa del mouse la chiamiamo mouse per forza? O possiamo smetterla prima ancora di cominciare e ritornare a parlarne come della funzione puntatore del telecomando Wii?

Mi è dispiaciuto non vedere un sistema operativo esteticamente completamente rifatto, questo sì. L’unica immagine trapelata conferma un’aderenza quasi assoluta con quello di Switch. Che forse non era rotto, ma che pure mi è venuto mortalmente a noia. La mancanza di un qualsiasi approfondimento sull’argomento, però, mi lascia addosso almeno un po’ di speranza. Può ancora esserci una schermata di profilazione delle attività di un utente che sia degna di questo nome (non lo è su Switch). Non ho invece proprio nulla da ridire al nuovo Pro Controller e, anzi, i due pulsanti personalizzabili, sulla scia dei controller professionali, proprio non me li aspettavo. Più o meno come non mi aspettavo che sarebbe costato 89 euro, infatti mi sa che lo lascio placidamente dov’è, almeno per i primi mesi. 

I giochi sembrano pochi, ma ci sono le premesse per replicare quanto fatto proprio all’inizio di Switch e anche in altre prime annate di alcune console di Nintendo, penso anche a GameCube. Cioè riuscire a proporre un gioco al mese realizzato dalle scuderie di Kyoto, o che a loro fanno riferimento. A oggi abbiamo Mario Kart World, che mi pare molto, molto promettente, per il giorno di lancio (5 giugno) e Donkey Kong Bananza un mese più tardi (17 luglio). Lo vedete che non mi sto soffermando sul titolo di DK Bananza e nemmeno su quanto visto nel trailer? Perché se lo facessi perderei quel poco di equilibrio che mi è rimasto in questa serata. 

Hint: Donkey Kong Bananza miglior titolo di sempre, degno di un disco dei Mogwai, e gioco promettentissimo.

Poi ci sono ancora da piazzare Kirby Air Riders, che merita un altro articolo, e Hyrule Warriors: L’era dell’esilio, il primo dichiaratamente previsto per il 2025 e l’altro per un generico inverno (possibile che slitti a inizio 2026). Ci vedete qualcosa di clamoroso qua dentro? Io sì, e sono sia Mario Kart World, in maniera un po’ più placida e conservativa, e poi Donkey Kong Bananza, su cui davvero ho aspettative molto alte. Non escluderei in nessun modo la possibilità che un altro paio di giochi vengano annunciati per la stagione natalizia, di cui uno di alto profilo

Poi c’è tutta la famiglia multietnica e ipercolorata delle offerte delle terze parti, da cui sono stato in parte sorpreso piacevolmente e per altri versi deluso. Non possiamo più, però, illuderci che i grandi editori vogliano dedicare grandi budget e risorse, anche umane, alle loro line up per una console portatile. Questo è stato chiarito proprio da Switch, una console su cui i publisher di alto profilo hanno faticato a proporre giochi tagliati su misura, nonostante la base installata facesse gola a tutti. Quello che abbiamo scoperto di Switch 2, è che la situazione non pare essere cambiata (e, pur dicendolo con malinconia, non vedo perché aspettarsi il contrario). Quindi se Capcom propone Street Fighter 6 e Kunitsu-Gami: Path of the Goddess, a me pare un buon risultato. Se invece Capcom non tira fuori l’equivalente di Zack & Wiki Quest for Barbaros’ Treasure, io manco me ne accorgo. Perché non lo sto più aspettando da un pezzo. Se 2K dice che Borderlands 4 arriva subito su Switch 2 io… no, un attimo, Randy Pitchford non lo sopporto e il gioco mi attira meno di un pre-serale su Rai Uno, cambio esempio. Se Warner Bros. presenta Hogwarts Legacy, pure due anni dopo al suo primo debutto, mi pare un risultato sensato e comunque interessante.

Alla fine, l’unica vera esclusiva di peso è arrivata da dove non me la sarei mai aspettato: From Software. Pochi hanno un peso specifico come quello dei giochi di From Software in questo spiraglio di secolo ed essere riusciti a portarsi a casa la promessa di un’avventura solo per la propria macchina, mi suona come una prospettiva molto stuzzicante per il pubblico di Switch 2. Certo, se poi fosse sembrato un po’ meno poverello, avrei preferito.

Che devo dirvi, a me è interessata pure la notizia che la serie Arcade Archives forse si sposta su giochi vagamente più moderni e che inizierà a farlo con Ridge Racer (qui potrebbe c’entrare la mia passionaccia per l’ormai ripudiatissimo gioco di corse di Namco). E anzi, metto nel cesto delle cose buone anche l’allargamento delle console classiche emulate a GameCube: alla fine un F-Zero ce l’hanno dato! Sempre quello! “Va beeeneee lo steeessooo!” (cit.).

Vorrei finire questo sproloquio senza citare la questione dei soldi, dei costi, dei prezzi, ma forse sarebbe ingiusto. Con Switch 2 Nintendo assumerà una configurazione vecchia e nuova al tempo stesso: come tanti anni fa, farà pagare i giochi più degli altri, ma poi sappiamo che si adegueranno tutti velocemente. Diversamente da quasi sempre, la sua console non sarà più agganciata al limite più basso possibile/ipotizzabile della fascia di prezzo. O forse sì, forse è questo il limite più basso e lo scopriremo tra tre o quattro anni con PlayStation 6 e Xbox Qualcosanext

Di fronte a una console che è sostanzialmente rimasta invariata, avevo previsto un pomeriggio di gioie molto contenute. Alla fine non ho quasi mai esultato, ho rivisto da vicino alcune delle poche convinzioni che mi erano rimaste quando è partito il trailer di Kirby Air Riders, ma la sensazione finale è che Switch 2 sarà, per me, la garanzia di un modo di giocare che apprezzo e che sarà di certo migliorato rispetto a quello a cui sono stato abituato fino a oggi da Switch. 

E poi Donkey Kong Bananza.

Pubblicato il: 03/04/2025

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10 commenti

Le verità amara purtroppo è che l'Italia è diventata un paese del terzo mondo. Salari bloccati da 30 anni e anzi si va in segno negativo addirittura. Abbiamo un potere di acquisto RIDICOLO e questo influisce anche sulla percezione degli 80/90€
Altro...
Le verità amara purtroppo è che l'Italia è diventata un paese del terzo mondo. Salari bloccati da 30 anni e anzi si va in segno negativo addirittura. Abbiamo un potere di acquisto RIDICOLO e questo influisce anche sulla percezione degli 80/90€
La verità è che siamo più vicini a paesi come il Brasile dove davvero i vg sono un bene di lusso e sta diventando così anche qui; questa è stata la mazzata finale.

Vorrà dire che si acquisteranno solo 3 titoli l'anno, per il resto c'è Steam per fortuna.
Non biasimo chi si rivolgerà a Capitan Harlock.

Come direbbero i Mogwai, citati nell'articolo: Donkey Kong will never die, but you will

Non c’erano mica dubbi che Zave parlasse bene di Nintendo. Ecco, il problema di Nintendo è tutto qua: i nintendari.

Concordo in pieno con l'articolo, Zave una garanzia. Sarò uno dei pochi, ma ritengo il prezzo della console giusto e allineato col mercato (contando che la console è provvista di Dock con uscita 4k, mentre le concorrenti Handheld costano di più, s …Altro... Concordo in pieno con l'articolo, Zave una garanzia. Sarò uno dei pochi, ma ritengo il prezzo della console giusto e allineato col mercato (contando che la console è provvista di Dock con uscita 4k, mentre le concorrenti Handheld costano di più, senza dock). Mi dispiace vedere Mario Kart a 90 euro, però onestamente lo prederò comunque e ci farò le mie 300 ore, sicchè "Va beeeneee lo steeessooo!”

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