RECENSIONE

ESOTERIC EBB

UN PICCOLO GIOIELLO DI NARRAZIONE

Se Disco Elysium è un Planescape: Torment svincolato dal suo serraglio di regole e parametri ruolistici e poi infuso di richiami lisergici agli universi mentali di Burroughs, Lynch e Bukowski, Esoteric Ebb è un’opera che sembra seguire a ritroso il medesimo percorso inventivo, salvo poi fermarsi a metà strada per chiedere informazioni a un mimic camuffato da cartello stradale. Il riferimento lo capirete poi. Al pari delle sue straordinarie fonti d’ispirazione, l’avventura di Christoffer Bodegård è totalmente imperniata sul protagonista inteso come ricettacolo delle scelte operate dal giocatore, nella cornice di un mistero che – in fin dei conti – serve solo a fornire alla sceneggiatura un degno palcoscenico.  

L’indagine al centro del racconto è un po’ un Godot che, pur facendo infine il suo ingresso in scena, resta in secondo piano rispetto ai lambiccamenti di Vladimiro ed Estragone, che in questo ardito parallelismo rappresentano le sei voci interiori del Chierico, il riluttante fulcro di un groviglio di misteri, ghiribizzi, tensioni sociopolitiche e riflessioni sui massimi sistemi. Sulla scia di autori di razza come l’indimenticato Terry Pratchett, Christoffer Bodegård gioca con i tropi del fantasy e declina in parodia temi di grande spessore, con un piglio sempre brillante e una straordinaria attenzione al worldbuilding. Il risultato è un gioiello di narrazione che non solo si presenta come il miglior “Disco-like” oltre i confini di Revachol, ma anche come un serio candidato al premio di miglior gdr dell’anno

Sì, è così bello.

L'AVVENTO DELLA "CHIERICOCRAZIA"

A mezzo secolo dal sanguinoso epilogo della Guerra della Costa, la città-stato di Norvik è l’ultimo bastione della razza umana, decimata all’apice di un conflitto che ha devastato il Reame di Jor. Guidata dagli accoliti del semidio Urth, morto ormai da tempo, la metropoli sta attraversando un periodo di grandi cambiamenti che presto culminerà nella sua prima tornata elettorale. A meno di cinque giorni da questo storico traguardo, che porterà al governo una delle numerose correnti politiche del regno, l’esplosione di una casa da tè scatena il panico fra le alte sfere cittadine.

Per evitare che “l’incidente” interferisca con le mire del proprio partito, le alte sfere cittadine spingono perché la questione venga affrontata con lestezza e discrezione, e il compito di indagare sull’accaduto viene affidato a un chierico di basso rango. Sfortuna vuole che questo recalcitrante galoppino, giunto nella municipalità di Tolstad in sella a un’improbabile bicicletta gialla, finisca quasi immediatamente sul fondo di un canale, con conseguenze funeste sulla vitalità dei suoi lobi. Qualcuno è disposto a uccidere per ostacolare le indagini? Si tratta di un caso di letale goffaggine? È presto per dirlo, ma resta il fatto che ad accogliere i giocatori in Esoteric Ebb c’è un giaciglio di marmo nel bel mezzo di una camera mortuaria: un’evidente citazione all’esordio videoludico di un certo omone Senza Nome.  

Facciamo un passo indietro.  

Come nella migliore tradizione ruolistica, la prima tappa del viaggio del Chierico coincide con la definizione delle sue caratteristiche di base, gli stessi parametri che da sempre determinano le naturali inclinazioni dei personaggi di D&D. È inoltre possibile selezionare uno stringato retroscena legato al passato del personaggio, che contribuisce in modo marginale alla caratterizzazione e aggiunge sostanziosi bonus ai suoi tratti basali. Già in questa fase, le corpose descrizioni associate a ciascuna statistica rendono ben chiaro come Forza, Destrezza, Costituzione, Intelligenza, Saggezza e Carisma non siano solo l’espressione delle capacità psicofisiche del protagonista, ma anche la radice di determinate convinzioni e attitudini, che il giocatore potrà assecondare o reprimere a ogni svincolo dialogico. Pur decidendo di vestire i panni di un Chierico di eccezionale possanza, con una naturale propensione al machismo, alla rissa e al fervore nazionalista, l’utente sarà infatti libero di seguire la strada della diplomazia o sposare la causa del socialismo agrario, col rischio di fallire nel tentativo e collezionare una lunga serie di figuracce.

Scorni che le sue voci interiori, gli avatar disincarnati delle statistiche di cui sopra, non mancheranno di sottolineare con sprezzante agrezza, nel mezzo di un “flusso di coscienze” che di fatto rappresenta la spina dorsale del gameplay. Proprio come accade in Disco Elysium, infatti, il chiacchiericcio mentale del protagonista è un accompagnamento costante, in un tripudio di bislacche contese cognitive, approfondimenti sulla lore del mondo di gioco, esilaranti disamine sugli eventi in corso e prove di caratteristica – automatiche e non – con annesse conseguenze sullo svolgersi dell’avventura.  

Come anticipato, le scelte e le inclinazioni del giocatore hanno un impatto trasformativo sul percorso non lineare della narrazione che, a partire dalla resurrezione del Chierico per mano di un sinistro necromante\dentista, si snoderà fra incarichi a sfondo politico, investigazioni più o meno maldestre, escursioni nei meandri sotterranei di Tolstad e memorabili gesta. Non necessariamente eroiche, sia chiaro, visti anche i toni fieramente sopra le righe dell’intero ambaradan. In buona sostanza, Esoteric Ebb è come quella campagna di D&D che, malgrado la tendenza alla stupidera di tutti i partecipanti, diventa una fonte inesauribile di momenti da ricordare. Al netto di qualche piccola fluttuazione e inconsistenza, la penna eccellente di Christoffer Bodegård fa gran parte del lavoro, in armonia con una gamma di sistemi ludici ben congegnati.

DISSERTAZIONI & DELIRI

Come detto, la quasi totalità delle interazioni con il coloratissimo mondo di Norvik avviene fra i vari passaggi di trafile testuali più o meno abbondanti. Per non tirare nuovamente in ballo l’opera di ZA/UM, vi invito a pensare alla prassi di una serata a base di gdr cartacei: ogni azione comporta quindi uno scambio con un’entità narrante, che si tratti di manipolare un oggetto, affrontare un nemico, reagire a un pericolo ambientale o chiacchierare con un personaggio. Di battuta in battuta, l’evoluzione delle vicende viene influenzata da diversi fattori: tiri caratteristica automatici, scelte di dialogo e azioni che comportano il lancio di un D20 per superare una certa “Classe di Difficoltà”. Come intuibile, il successo dipende tanto dall’elemento aleatorio di base, quanto da un variegato insieme di vantaggi e svantaggi: bonus statistici, la presenza di compagni in grado di fornire supporto, interazioni passate, conoscenze acquisite, oggetti raccolti e via discorrendo. Urge precisare che, salvo quei casi in cui il fallimento si traduce nella morte del protagonista, anche un esito negativo può aggiungere colore e profondità all’avventura, contribuendo alla caratterizzazione in divenire del Chierico. Mi preme ribadire che l’assetto inaugurale del personaggio non risulta mai davvero vincolante, nel quadro di un titolo che concede agli utenti una grande libertà d’interpretazione. Non a caso è raro trovarsi di fronte a una sfida che ammette una singola soluzione, mentre è piuttosto comune che snodi all’apparenza insignificanti possano generare conseguenze di peso.

Esplorando ogni anfratto di Tolstad, ad esempio, vi capiterà di mettere le mani su ninnoli all’apparenza inutili, che strada facendo potrebbero aprire la via a preziosissime opportunità. Sulle stesse note, le facoltà magiche del Chierico aggiungono ulteriore diversità alla proposta ludonarrativa. A seconda delle circostanze, è possibile scagliare incantesimi capaci di alterare significativamente l’esito di un’interazione: affascinare un interlocutore potrebbe sopire l’antipatia che questo prova nei nostri confronti, mentre non è escluso che un combattimento possa risolversi minando l’equilibrio dell’avversario con "Unto". Va da sé che anche gli scontri si muovono all’interno del sistema di dialogo, che per l’occasione va a integrare alcune dinamiche tipiche delle battaglie in Dungeons & Dragons, come una “pseudo-turnazione” che prende le mosse da una salva di tiri per l’iniziativa. In questo senso, la fedeltà al regolamento del gdr cartaceo è tutt’altro che ferrea, e va benissimo così. Vi basti pensare che, pur potendo equipaggiare varie armi (assieme a elmi e accessori di ogni genere), non avremo modo di metterle davvero a frutto: quando presenti, le “opzioni di attacco” tendono a proporre strategie di confronto diverse dalla pura violenza, talvolta con risultati esilaranti. Di contro, nemici e trappole non mancheranno di consumare la nostra riserva di punti ferita, fino a costringerci a superare una serie di tiri salvezza per schivare il decesso, e così facendo ottenere un “meno uno” a tutte le prove fino al prossimo riposo. Per quanto difficile sia delineare a parole la configurazione ruolistica di Esoteric Ebb, posso assicurarvi che Christoffer Bodegård ha gestito in modo brillante la rielaborazione ad hoc dei precetti di D&D, premendo l’acceleratore sulla teatralità di ogni situazione e riducendo al minimo l’impaccio del regolamento.  

A ogni passaggio di livello, ad esempio, guadagneremo una quota fissa di punti ferita, otterremo slot bonus per gli incantesimi e un punto da aggiungere a una delle caratteristiche, così da rinforzare i tratti fondamentali o riequilibrare la nostra build. Potremo ottenere punti esperienza da una gamma straordinariamente ampia di interazioni e ottenimenti, compreso il completamento di quest principali e secondarie. La maggior parte di queste missioni ci permetterà inoltre di “interiorizzare” concetti che, a seconda di come vorremo interpretarli, si tradurranno in svariati Talenti con cui affinare ulteriormente le capacità del nostro alter ego. Sebbene il costrutto messo a punto da Bodegård presenti qualche sbavatura, come un’integrazione non sempre perfetta degli incantesimi nelle routine ciarliere, flessioni nel ritmo della progressione, piccoli problemi di interfaccia e almeno una quest più criptica del dovuto, Esoteric Ebb è un raffinato esercizio di game design, nonché un mirabile esempio di “temperanza creativa”.

LA GIUSTA MISURA

Trattandosi di un titolo per la gran parte sviluppato da un singolo individuo, Esoteric Ebb è un campione nel fare di necessità virtù, nel mantenere un giusto equilibrio fra mezzi e ambizioni: un connotato essenziale perché un progetto riesca a esprimere il suo potenziale. Visto che gran parte delle interazioni – combattimenti inclusi – avviene all’interno di finestre di dialogo, la mole delle animazioni di fatto è ridotta all’osso, ma la cosa non intacca minimamente la piacevolezza del prodotto, complice una scrittura densa di dettagli e sempre pregevolissima, che compensa anche l’assenza di varianti contestuali per le raffigurazioni degli interlocutori. Manco a dirlo, la caratterizzazione narrativa dei personaggi è di altissimo livello, e ben si sposa con un’estetica stilizzata ma estremamente gradevole, la stessa che vivacizza un mondo intriso di una statica esuberanza. Il design delle varie sezioni di Tolstad pare misurato per evitare sia sprechi che ridondanze, e riesce comunque a infondere piacevolezza nell’esplorazione e varietà nello svolgimento degli incarichi.  

Il fatto che l’indagine del Chierico debba compiersi entro un determinato periodo, i cinque giorni che separano l’inizio dell’avventura dalle elezioni, contribuisce a mantenere saldo l’equilibrio fra spazi e attività, con tutto che difficilmente vi capiterà di percepire come oneroso il succitato limite temporale. Sebbene quasi ogni azione influenzi il movimento delle lancette (girovagare a vuoto non è fra queste), agli utenti vengono concessi ragionevolissimi margini di divagazione, quanto basta per riuscire a “fare tutto” entro i titoli di coda. Questo al netto delle fisiologiche divergenze fra le diverse run, nella cornice di una campagna che reagisce in modo costante alle decisioni degli utenti, fra svolte sorprendenti e momenti a dir poco spassosi, frutto di improbabili conquiste e clamorosi fallimenti.

D’altronde questa è la fenomenale simmetria di Esoteric Ebb, un titolo che risulta accogliente malgrado la sua complessità, che nel giro di una manciata di battute riesce a passare da profonde dissertazioni esistenzialistiche a sfoggi di esilarante assurdismo, sulle note di una colonna sonora in grado di assecondare tutte queste sfaccettature. Certo, l’opera di Christoffer Bodegård non è proposta per tutti i palati, e il mancato supporto alla lingua italiana potrebbe per molti rappresentare un ulteriore ostacolo. 

Cionondimeno non posso che consigliarvi di dare una possibilità al brioso figlioletto dell’autore svedese, nella speranza che il Chierico torni a calcare le strade di Norvik in un futuro non troppo lontano.

Pubblicato il: 19/03/2026

Provato su: PC Windows

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